Ansia sociale: Quando il trattamento diventa virtuale

Ansia sociale: Quando il trattamento diventa virtuale

Immaginatevi in piedi, al centro di un palco. Un raggio di luce vi circonda, illuminandovi nel buio e, seppur con fatica, riuscite a scorgere le fitte paia di occhi di chi, seduto in platea, è pronto a osservarvi e ad ascoltare con attenzione ciò che avete da dire. Molte persone sperimentano disagio in contesti simili, ma ora immaginatevi di provare ansia e paura anche mentre fate la spesa, aspettate in fila alle Poste, cercate di divertirvi ad una festa, venite chiamati a leggere in classe o siete invitati fuori a cena.

Esiste un disturbo, la fobia sociale, che rende tutte queste situazioni sociali e molte altre estremamente difficili da affrontare. Il timore è quello di essere osservati, giudicati e umiliati, di sperimentare vergogna e imbarazzo tanto da scegliere di  ridurre sempre di più le proprie attività e i luoghi frequentati, finanche al completo isolamento (American Psychiatric Association, 2013; Klinger et al., 2005). Tale disturbo difficilmente si risolve da solo e pertanto tende a cronicizzarsi. Fortunatamente, però, esistono diverse terapie che si sono rivelate efficaci nella sua cura. Tra i trattamenti di elezione risultano le cosiddette terapie di esposizione: la terapia cognitivo comportamentale e la “Exposure Group Therapy”. Entrambe hanno come nucleo centrale l’esposizione ripetuta del paziente alla situazione temuta, in un ambiente in cui possa sentirsi al sicuro oppure supportato da tecniche di rilassamento. L’obiettivo finale è quello di indurre una desensibilizzazione, una riduzione della reattività alla situazione stessa, che dovrebbe diventare sempre più tollerabile (Roy et al., 2003; Safir, Wallach & Bar-Zvi, 2012).

Con l’avvento delle nuove tecnologie è stato quasi naturale chiedersi se strumenti come la realtà virtuale potessero risultare utili nel trattamento dei disturbi d’ansia e delle fobie. La realtà virtuale è un’interazione uomo-computer che consente a una persona di entrare in un ambiente virtuale, che simula un luogo o una situazione reale (in questo caso: la situazione temuta) e le permette di interagire con le persone o gli oggetti presenti in essa (Roy et al., 2003).  Pur essendo tutt’ora un ambito in forte espansione, Salehi, Mehrabi, Fatehi & Salehi (2020) hanno condotto una review – uno studio che riassume molte ricerche riguardanti il medesimo tema con lo scopo di investigare l’efficacia della realtà virtuale nel trattamento della fobia sociale. Nei diversi studi presi in esame, i vari partecipanti erano sottoposti a diversi generi di trattamento: terapia cognitivo-comportamentale, terapia di esposizione di gruppo, terapia con realtà virtuale e pazienti inseriti in lista d’attesa.

Comparando tali approcci terapeutici è emerso che la terapia cognitivo-comportamentale e quella che utilizzava la realtà virtuale portavano a risultati simili – ed efficaci – in termini di miglioramento della fobia sociale. Non solo: gli effetti positivi della terapia con realtà virtuale non si esaurivano nel trattamento della fobia sociale, né nell’abbassamento delle paure, dell’ansia e dell’evitamento delle situazioni sociali. Al contrario, essa aveva un impatto positivo anche in termini di benessere generale, qualità di vita, capacità emotive, comunicative e cambiamenti nella vita reale (ad esempio: un miglioramento nel successo occupazionale).

Infine, l’ausilio di interfacce e strumenti tecnologici, potrebbe aiutare a superare alcuni limiti dell’esposizione in vivo, come la contrarietà del paziente a esporsi a situazioni temute o, più semplicemente, la poca praticabilità di alcune esposizioni.

 


Bibliografia

American Psychiatric Association, (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (Fifth Ed.). Washington, DC: American Psychiatric Press.

Klinger, E., Bouchard, S., Légeron, P., Roy, S., Lauer, F., Chemin, I., & Nugues, P. (2005). Virtual reality therapy versus cognitive behavior therapy for social phobia: a preliminary controlled study. Cyberpsychology & behavior: the impact of the Internet, multimedia and virtual reality on behavior and society, 8(1), 76–88.

Roy, S., Klinger, E., Légeron, P., Lauer, F., Chemin, I., & Nugues, P. (2003). Definition of a VR-based protocol to treat social phobia. Cyberpsychology & behavior: the impact of the Internet, multimedia and virtual reality on behavior and society, 6(4), 411–420.

Safir, M. P., Wallach, H. S., & Bar-Zvi, M. (2012). Virtual reality cognitive-behavior therapy for public speaking anxiety: one-year follow-up. Behavior modification, 36(2), 235–246.

Salehi, E., Mehrabi, M., Fatehi, F., & Salehi, A. (2020). Virtual Reality Therapy for Social Phobia: A Scoping Review. Studies in health technology and informatics, 270, 713–717.

Sara Santuari Sara Santuari

Psicologa e psicoterapeuta in formazione. Attraverso il suo lavoro di divulgazione vorrebbe aumentare la consapevolezza sui temi della salute mentale e contrastare lo stigma che li riguarda, una parola alla volta.

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Angela Muscolino Angela Muscolino

Angela Muscolino vive a Castelsaraceno, un piccolo borgo lucano. Sin da piccola sviluppa un forte interesse verso le arti figurative che con passione e dedizione approfondirà negli anni. Oggi svolge la professione di grafico/illustratore.

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